![]()
E' stata una presa di coscienza, un abbraccio al nostro destino, destino che è cambiato nel momento in cui abbiamo detto SI all'accoglienza
Ambasciata colombiana in Italia
Ambasciata italiana a Bogotà
Famiglie per l'accoglienza
Istituto in Colombia
Istituto in Italia
visitato *loading* volte
Bogotà 12 ottobre 2006
Oggi siamo andati a fare un saluto all’istituto La casa della Madre y el Nino. Purtroppo la direttrice non c’era, ma ci ha chiamato nel pomeriggio per salutarci.
A pranzo siamo andati con Jairo da “Andres la carne de Res”, un ristorante appena fuori Bogotà e di una particolarità davvero unica. Ci riferiamo all’arredamento ricco di cianfrusaglie e allo stesso tempo rustico. Peccato non aver portato la telecamera.
In serata assieme alle altre famiglie Italiane ,ci siamo trovati nell’appartamento dalla famiglia De Bellis al sesto piano, per stare un pò insieme. E’ stato commovente salutare tutti, in particolare i bambini a cui ci siamo molto affezionati. Ci siamo promessi di rivederci in Italia, lo speriamo davvero.
Bogotà 11 ottobre 2006
Finalmente è arrivato il visto da Roma, siamo felicissimi. Quella che sembrava dover essere una giornata piena di dubbi sul da farsi, è divenuta una giornata colma di gioia e di entusiasmo.
Questa mattina alle 10. 40 è arrivata la telefonata che ci annunciava l’arrivo del fax da Roma, benissimo ora dobbiamo preparare il rientro a Casa. Venerdì ci presenteremo in aeroporto alle 14.00 con la speranza di partire e di essere in Italia sabato. Mal che vada partiremo comunque domenica.
Stamattina Marzia e Margherita sono rimaste in appartamento, mentre Gianfranco è andato con Jairo a portare dei fiori (a proposito qui ci sono dei fiori tropicali mai visti, bellissimi e profumatissimi che durano un sacco) a Pilar e ad Amanda che ci hanno aiutato e dato un “sostegno morale” nella preparazione dei documenti. Oggi è il primo giorno in cui il cielo si è fatto minaccioso e ha tuonato. Sapevamo che Settembre e specialmente Ottobre erano i mesi più piovosi ma finora ci era andata bene…e ormai adesso partiamo.Ieri sera è stata proprio una bella serata in compagnia, abbiamo parlato e riso così tanto che ci hanno chiamati dalla recpetion per chiederci di abbassare la voce.
Delle volte, seduti sul divano, oppure in cucina a fare da mangiare o seduti in auto per le strade di Bogotà, ci è capitato di osservare quello che ci circondava e di pensare che stiamo vivendo, così ci piace definirlo, un giro di boa. E’ la stessa sensazione che avevamo provato l’ultimo giorno di scuola, fino all’ultimo protesi solo a terminare gli studi, terminati i quali avevamo la consapevolezza del cambiamento della nostra vita. Oppure il giorno del nostro matrimonio, quando arrivati a casa siamo andati a letto stanchi morti, e guardando le fedi nella mano provavamo nuovamente quella sensazione, dove tutto era nuovo ancora da definire, possibilmente con i nostri desideri. Si un nuovo giro di Boa, un’altra volta momenti che rimangono nella memoria come delle fotografie, nuovamente quella sensazione di malinconia e felicità allo stesso tempo, malinconia per i luoghi che lasceremo e felicità per quello che ci stà capitando. Solo che questa volta il giro di boa pare di viverlo al rallentatore, invece di un giorno sono cinque settimane.
Bogotà 10 ottobre 2006
Trentunesimo giorno, oggi abbiamo potuto rilassarci un pochino, nel pomeriggio siamo andati al centro Italaliano di Bogotà. Abbiamo giocato nell’acqua con i bambini e abbiamo fatto fare il primo bagnetto a Margherita, è stata bravissima, muoveva le gambe spontaneamente e osservava tutto.
In serata abbiamo invitato alcune coppie Italiane a bere un caffè e mangiare un dolce nel nostro appartamento.
Bogotà 9 ottobre 2006
Ore 02.45 squilla il telefono, è Renato (papà di Marzia, gli avevamo chiesto di consegnare personalmente i documenti all’istituto di Milano) ci dice che i documenti li ha consegnati ma, secondo il parere dell’istituto, alcuni non si leggono bene e spera che la commissione di Roma li accetti come sono.
Ore 03.00 chiamiamo l’istituto a Milano, ci dicono che per essere sicuri ci conviene inviare nuovamente uno dei 29 documenti già inviatigli . Gianfranco corre alla reception per inviare il fax e gentilmente lo inviano.
Ore 03.15 il fax è arrivato ed è leggibile, possiamo andare a dormire. E’ una parola, con quell’agitazione fino alle 05.00 riusciamo solo a frullarci nelle lenzuola.
Ore 07.00 poppata. Alle 08.00 Gianfranco và con Amanda all’Ambasciata Italiana per depositare i cinque documenti necessari per il rientro in Italia, per poi ritirarli timbrati il giorno seguente. Alle 11.00 con grande sorpresa, Amanda esce dall’Ambasciata con i documenti già timbrati. Ora non resta che aspettare l’ok da Roma.
Marzia e Margherita vanno all’Unicentro con altre coppie Italiane, intanto Gianfranco è andato all’Iberia per il volo di rientro, fissato il 17 di ottobre. Ore 15.00, uscito dall’Iberia, Gianfranco raggiunge Marzia, Margherita e gli altri amici all’Unicentro.
Tra di noi Italiani, ci confrontiamo con le possibili date per il volo di rientro in Italia, ormai nel giro di 15 giorni dovremmo rientrare tutti.
Bogotà 8 ottobre 2006
La mattina è dedicata tutta a fotocopiare e scannerizzare i documenti da spedire a Milano.
Per guasti tecnici alla linea del telefono siamo riusciti a inviare i documenti via mail solo alle 17.00.
Margherita non evacuava da circa due giorni, quindi dopo una riunione di stato si è deciso di passare all’operazione “peretta”, dopo pianti e urla e una grande evacuazione, la piccola è crollata, stanca morta, in un sonno profondo.
Bogotà 7 ottobre 2006
La mattina presto usciamo con altre coppie Italiane per una gita fuori Bogotà, direzione Zipaquirà per vedere la cattedrale di sale. In totale siamo in 24 di cui: 14 adulti e 10 bambini.
La cattedrale è scavata in una miniera di sale ed è tuttora attiva. All’interno si snoda la Via Crucis, alla fine della quale si sbuca nella vera e propria cattedrale, con l’altare maggiore le navate ecc...
Più tardi andiamo tutti insieme a mangiare in un ristorante rustico. Al ritorno sul pullman abbiamo visto il film “Gli Incredibili “ in versione spagnola. Margherita ha dormito quasi tutto il giorno.
Arrivati alle 18.00 Gianfranco và a ritirare i documenti tradotti.
A cena abbiamo la famiglia di Jairo e insieme cuciniamo gli spaghetti.
Bogotà 6 ottobre 2006
Ore 7.45 andiamo a fare il passaporto per Margherita. Alle ore 10.00 il passaporto è pronto, chiamiamo ICBF per sapere se è pronto anche il documento di conformità, il quale ovviamente non è pronto, torniamo in appartamento.
Ore 11.45 ci chiama Amanda, e dice che “il documento di conformità è pronto”. Gianfranco prima passa a prendere Amanda e insieme vanno a ritiralo. Abbiamo raccolto tutti i documenti, ora bisogna Apostillarli ( l’Apostilla è un timbro riconosciuto in ambito internazionale e fondato dalla convenzione dell’Aya del 1961). Alle 13.00 entriamo nell’ufficio dell’apostilla, da qui ne usciremo alle 15.30, per andare dal traduttore che si trova dall’altra parte di Bogotà.
Il traduttore Professor Ciaffoni (emigrato Italiano ) e sua moglie sono delle persone gentilissime, oltretutto il Professore è molto scrupoloso e mi promette di tradurre i documenti per l’indomani. Da qui Amanda e io ne usciremo alle 19.40.
Bogotà 5 ottobre 2006
Oggi avevamo un po’ di cose da fare: andare alla Casa de La Madre y el Niňo per il seguimento di Margherita, fare il passaporto per Margherita, ritirare il documento del Talento Umano all’ICBF e ritirare il documento di conformità all’ICBF.
Abbiamo impiegato più tempo del previsto alla Casa de La Madre y el Niňo, e così il passaporto lo faremo un altro giorno.
Non ci resta che andare all’ICBF a ritirare i due documenti.
Andiamo quindi a ritirare il documento del Talento Umano e facciamo presente all’impiegata, che rilascia tale documento, che l’avvocato non è potuto venire con noi perché non stà bene ( l’avvocato il giorno prima ci aveva pregato di dire che non stava bene e che avremmo potuto ritirare noi il documento). L’impiegata ci risponde che non è possibile ritirare tale documento senza l’avvocato. All’udire ciò, Gianfranco perde il sorriso che aveva stampato sul volto, e pensando a tutto il tempo che ci sta facendo perdere l’avvocato, ringhioso prende il cellulare con l’intento di chiamare l’avvocato e dirgli di precipitarsi quì. D’improvviso Margherita comincia, senza ragione apparente, a fare dei versetti e all’udire ciò tutte le impiegate dell’’ufficio interrompono il loro lavoro per vedere Margherita, e Lei partecipa ridendo a tutte le smorfie che gli fanno.
Le impiegate ci domandano quanto tempo ha Margherita, come si chiama, se è sempre così felice, poi ci rilasciano il documento con un grande sorriso, contenti ci dirigiamo all’ufficio seguente per ritirare l’ultimo documento. Qui però ci dicono che non è presente il responsabile delle firme, e che dovremmo ripassare domani.
Bogotà 4 ottobre 2006
Stamattina siamo andati in giro tutti e tre per preparare altri documenti…ma quanti sono?! Qui c’è una burocrazia da far paura…e una suddivisione dei poteri incredibile.
Ad ogni modo sembra procedere tutto bene (speriamo!)…incrociamo le dita e andiamo avanti.
Piccolo imprevisto gli estremi del pagamento all’avvocato non sembrano essere corretti, sembra che siano andati in Perù !!!! Non ci possiamo credere.
Bogotà 3 ottobre 2006
Questa notte alle 02.00 chiamiamo l’istituto Italiano, lì sono le 09.00, perché vogliamo essere sicuri che abbiano ricevuto e letto la nostra mail, e come prima cosa inviino il pagamento oppure gli estremi dell’avvenuto pagamento all’avvocato. Ci dicono che stanno già provvedendo. Alle 04.00 ci chiamano dall’Italia, e ci dicono che i dati del pagamento sono stati trasmessi.
Ore 09.30 di Bogotà, chiamiamo l’avvocato per sapere se ha letto il fax,.
Il fax è arrivato e insieme a lui è arrivata anche la sentenza! Ma guarda che casualità. Iniziamo quindi a preparare i documenti per il rientro in Italia.
Ci vorrà ancora un po’ ma, se tutto andrà bene, forse settimana prossima saremo A CASA.
Non vediamo l’ora di riabbracciare le nostre famiglie e i nostri cari amici.
Oggi, comunque, c’è stato un altro evento…siamo andati dal Pediatra con Margherita per le vaccinazioni.
E’ stata bravissima!
Bogotà 2 ottobre 2006
Oggi siamo rimasti in appartamento tutta la mattina in attesa della telefonata dell’avvocato, che ci avrebbe annunciato l’arrivo della sentenza. Solo in tarda mattinata abbiamo deciso di chiamare l’avvocato per chiedere se aveva notizie. Con grande delusione veniamo a sapere che il nostro istituto in Italia non ha ancora fatto pervenire all’avvocato ( di Bogotà ) il suo onorario, e quest’ultimo sembra avere altri impegni (tradotto : non porta avanti la pratica se prima non arrivano i soldi ). Incredibile! Noi abbiamo dato i soldi per l’avvocato all’istituto Italiano il 1 settembre e ad oggi non è ancora pervenuto niente! Siamo incazzatissimi.
Nel pomeriggio siamo andati al Centro Commerciale con un’altra coppia adottiva. Le giornate iniziano a non finire più!
In tarda serata inviamo una mail all’istituto Italiano per spiegargli la situazione e chiedere di sbrigarsi! Abbiamo il dubbio che non abbiano effettuato il pagamento.
Bogotà 1 ottobre 2006
Oggi abbiamo passato l’intera giornata con altre 3 famiglie adottive italiane. In totale eravamo in 14: 8 adulti e 6 bambini di tutte le età.
Dapprima siamo andati a mangiare insieme in un ristorante tipico colombiano dove abbiamo fatto un caos bellissimo: come si potrebbe infatti definire una mensa piena di bambini, di vita, di gioia e di allegria se non bellissima? Poi siamo andati tutti al centro sportivo italiano, che si trova a 200 metri circa dal residence, ci siamo iscritti pagando una quota una tantum, e alcuni (gli uomini) hanno giocato a ping pong, altri (le donne) chiacchieravano (come sempre), altri ancora facevano il bagno in piscina e siamo rimasti fino alle 18.00. Poi, tutti insieme, siamo ritornati a casa.
E’ stata davvero una bella giornata “in compagnia”!
Bogotà 30 settembre 2006
Oggi siamo usciti tutti insieme per fare la spesa!
Domani è domenica e vorremmo conoscere qualche altra famiglia italiana, perché ci sentiamo un po’ reclusi (sappiamo che qui nel residence ci sono circa altre 5 coppie adottive).
Bogotà 29 settembre 2006
Oggi Margherita compie 4 mesi, la festeggiamo in casa con Jairo e Felix , mangiandoci la sua torta.
Tanti auguri Margherita !!!
Bogotà 28 settembre 2006
Alle 11.00 di questa mattina siamo andati alla Casa de La Madre y el Niňo per il seguimento di Margherita.
Abbiamo chiesto di pesare Margherita: lei pesa 5.250 gr, quando ci è stata data pesava 5.000 gr, in quindici giorni solo 250 gr!. Siamo preoccupati, prima ci chiedono se mangia, poi ci dicono che è normale, di stare tranquilli, che la prossima settimana ricontrolleremo il peso e che in ogni caso va tutto bene.
Bogotà 27 settembre 2006
Oggi siamo rimasti a casa. Margherita si raffredda molto facilmente e domani dobbiamo andare all’istituto, quindi non è il caso di ammalarsi.
Bogotà 25 e 26 settembre 2006
Il 25 a casa a riposare, soprattutto Margherita.
Il 26 siamo andati in un tipico negozio di artigianato locale a comprare souvenirs.
Margherita ha il raffreddore.
Come ogni Domenica, quì nel residence c’è nel cortile interno un mercatino con bancarelle di vario tipo che vendono di tutto: da collanine a magliette, artigianato locale e nazionale ecc.., e anche l’assaggio di piatti tipici. A ridosso di una chiesetta (sempre nel medesimo cortile) dicono la messa, ma noi alla sera siamo andati a Messa da Don Marco con la sua Comunità. Bogotà 23 settembre 2006 Oggi abbiamo pranzato in compagnia della famiglia di Jairo (il nostro accompagnatore): Andrea (la moglie) Riccardo ed Emanuele (i figli). Si tratta di una famiglia molto serena e unita; sono tutti davvero simpatici e accoglienti. Alla sera Marzia e Margherita sono rientrate in appartamento ed io sono andato da Don Marco dove ho conosciuto la sua Comunità di cui fanno parte anche alcuni ragazzi italiani. Mi hanno accolto calorosamente e sono rimasto con loro fino alle 20.00. Bogotà 22 settembre 2006 Oggi siamo usciti dall’appartamento solo per fare la spesa, e al rientro abbiamo conosciuto altre coppie adottive Italiane: una di Milano e una di Torino, che hanno adottato entrambi una bambina (Laurita di 6 anni e Cindy di 1 anno e ½).
Bogotà 21 settembre 2006
Oggi siamo andati alla Casa de La Madre y el Niňo per il seguimento di Margherita. Abbiamo chiesto di poter fare un giro per l’istituto e con piacere ci è stato concesso. L’istituto è ben organizzato, ci sono molte persone che si prendono cura dei bambini. Siamo entrati in una stanza dove i bambini mangiavano e subito i ci sono venuti incontro, avevano sguardi intensi desiderosi di qualcuno tutto per se. Poi abbiamo proseguito con la visita, ma per tutto il tempo e anche dopo ci ha invaso il desiderio forte di adottarne altri tra quelli li presenti (quegli sguardi se pur per un breve tempo ci hanno svuotato l’animo lasciandoci un gran voglia di abbracciarli). La direttrice è una donna che si da molto da fare, è molto amata e rispettata da tutti, è una donna autorevole e piena di energia.
Bogotà 20 settembre 2006 Oggi siamo partiti alle 15,00 per visitare Monserrate che si trova a 3125 m., da qui si gode un panorama fantastico di Bogotà. Ci ha impressionato la vegetazione che è presente a questa altitudine, e in Europa praticamente è inesistente. Tra l’altro a Monserrate c’è una chiesa al cui interno si trova la Virgen Morena, che è la fotocopia esatta di quella che si trova a Montserrat vicino a Barcelona. Poi siamo passati per il barrio più antico di Bogotà che si chiama La Candelaria: quì le case sono molto colorate e si respira la stessa aria di Alife. Infine siamo andati in piazza Simòn Bolìvar.
Bogotà 19 settembre 2006
Questa mattina ho accompagnato Amanda (assistente dell’avvocato Pilar ) a raccogliere documenti, da prima all’Ambasciata Italiana a Bogotà (tre atti ), poi al Ministero per la legalizzazione dei medesimi ed infine dall’avvocato.
Bogotà 16 ,17 , 18 settembre 2006
Non avendo impegni fino a Martedì 19 settembre, abbiamo deciso di riposare in appartamento per recuperare le energie. Grazie agli amici che scrivendo o chiamandoci telefonicamente ( tramite skype ), ci tengono compagnia e ci danno la carica.
Margherita ora è meno spaesata dalla prima volta che l’abbiamo vista, osserva quello che facciamo, ci segue con lo sguardo e ci fa sempre grandi sorrisi e versi tipo : daaaa, gagagaa, graaa.
Bogotà 15 settembre 2006
Ancora altri documenti! Oggi siamo andati all’ICBF Istituto Colombiano del Benestar Familiar, qui abbiamo avuto un colloquio con un Giudice, che ha voluto sapere i motivi della nostra adozione in Colombia.
Da quando abbiamo fatto domanda di adozione il 30 novembre 2002 al Tribunale dei Minori a Milano, sono state molte le persone, che rivestendo un ruolo più o meno istituzionale, hanno voluto sapere perché volevamo adottare un bambino.
Credo che chiunque può avere il desiderio di avere il dono di un bambino, ma è altrettanto legittimo conoscere motivi che spingono all’adozione, almeno per due motivi, uno è dato dalla percentuale non indifferente dei casi di restituzione dei bambini adottati (fallimento dell’abbinamento se non addirittura di idoneità all’adozione da parte dei genitori), l’altro è che la semplice domanda, pone obbligatoriamente i genitori a riflettere sul significato “adozione”, e se non si chiudono a riccio sulla propria identità, hanno di fronte una ricca esperienza di Genitorialità, accoglienza per l’appunto (altro grande dono).